CAMBIAMENTI CLIMATICI di Sergio Pastore (lettera aperta al giornalista della televisione svizzera Norbert Bischofberger) Egregio signor Bischofberger Ho appena rivisto per la seconda volta in differita la trasmissione di domenica scorsa che mi è piaciuta e che ho trovato nel complesso soddisfacente. In studio erano presenti tre sagge persone - lei, la signora Morgan e il signor Stocker: persone che si preoccupano dei cambiamenti climatici e che ne hanno discusso pacatamente. E tuttavia ho dovuto di nuovo costatare che un argomento continua ad essere tabuizzato: l'esplosione demografica e le sue conseguenze - per l'uomo stesso, l'ambiente, il clima. È una cosa proprio sorprendente questo silenzio assordante sulla questione. Si ha davvero l'impressione che non se ne possa parlare, che l'argomento sia scabroso. Ma tutte le discussioni su misure di risparmio, maggiore efficienza ecc. sono per finire infruttuose se la popolazione, cioè i consumatori aumentano, consumatori sempre più bramosi di consumare e spinti con ogni mezzo a consumare. Il signor Stocker ha accennato ai "limiti". Nel 1972 si pubblicò il famoso rapporto del Club di Roma, "I limiti della crescita", che i circoli economici stroncarono (per essi porre limiti al profitto era inaccettabile). Il libro è stato ora ristampato con i necessari aggiornamenti (2006) e non ha perduto niente della sua attualità, anzi. Gli autori non erano così in errore come pretendeva il capitalismo di sfruttamento e rapina. All'epoca, nel 1972, era ancora possibile discutere liberamente e apertamente dell'esplosione demografica senza stimolare immediatamente meccanismi di ripulsione. Allora la Terra era popolata da "appena" 3 miliardi di persone, probabilmente già più di quante ne possa "sopportare" a lungo. Lo storico dell'arte Ernst Gombrich si è così espresso: "Il XX secolo è stato caratterizzato soprattutto dal terrificante aumento della popolazione mondiale: una tragedia, una sciagura. Al punto che ora non si sa più cosa fare." E anche Friedrich Dürrenmatt si è sempre mostrato preoccupato per l'incremento demografico, dagli anni Cinquanta (quando eravamo solo due miliardi circa) alla sua morte nel 1990. Appena 35 anni dopo il Rapporto la popolazione mondiale si è più che raddoppiata: stamattina eravamo 6,6 miliardi e fra tre anni toccheremo probabilmente la soglia dei 7 miliardi. Ma l'incremento proseguirà, è noto: verso la metà de secolo vivranno sulla Terra 9 o persino 10 miliardi di persone. Ogni decennio la popolazione aumenta di un miliardo tondo tondo, vale a dire di una nuova India. Non ci vuole molta fantasia per immaginarsi cosa significhi un miliardo di persone in più, animate dal più vorace consumismo. Nessuno sa cosa ci aspetta. In questi giorni si parla molto del clima e tanta gente si mostra preoccupata. Ma "lo spettacolo deve continuare", cioè la crescita economica deve essere promossa con ogni mezzo (auspicabile sarebbe un aumento annuo del 2 o 3%, con un raddoppio dopo 28 anni). Però ci sono alcuni problemini, per esempio il problema dell'approvvigionamento energetico di questa incredibile massa umana; e anche l'acqua scarseggia, non solo il petrolio. Già, l'acqua. Il signor Stocker vi ha accennato discretamente verso la fine della trasmissione, in un piccolo inciso. Eppure già oggi miliardi di persone non hanno acqua potabile o pulita a sufficienza, con danni per la propria salute. Ma di acqua ha assoluto bisogno anche l'agricoltura: dove prenderla? In Cina, ma anche negli Stati Uniti, le falde freatiche si abbassano di anno in anno. Non potremo certo dissalare le acque marine: ci vorrebbero quantità inimmaginabili di energia, la costruzione di magari 100'000 nuove centrali nucleari. La costruzione di così tante centrali richiede a sua volta tantissima energia, e poi le riserve di uranio per le centrali non bastano. Insomma, non possiamo nasconderci che siamo ai limiti - e da tempo - delle possibilità della Terra di nutrire una popolazione mondiale tanto numerosa. I cambiamenti climatici sono in atto, il processo è irreversibile e proseguirà per i prossimi 1000 anni, ci hanno detto. Ma ora si è finalmente affermato senza reticenze che l'uomo è altamente responsabile di questo cambiamento. Ma questo lo sapevamo già, lo "sentivamo" che stavamo combinando dei guai. E ascoltando le discussioni noto oggi una certa rassegnazione: le cose stanno così, dovremo abituarci alla nuova situazione (Stocker), ciò non sarà facile e forse non ci riusciremo. La signora Morgan è lo stesso ottimista e spera che si possa contenere l'aumento di temperatura entro i due gradi centigradi, grazie anche all'impegno dell'UE. (Un aumento "generale" della temperatura di 2 gradi significa però che alle nostre latitudini la temperatura aumenterà di 3 gradi e nell'Antartide di 5 o 6 gradi, ha fatto notare Stocker). Ma perché l'argomento dell'esplosione demografica è tabù? Stranamente le sinistre sono sulle stesse posizioni della Chiesa cattolica: l'incremento demografico non sarebbe un problema, la Terra può nutrire anche 12 miliardi di persone (così dice l'ineffabile Jean Ziegler, incaricato dell'ONU per la fame nel mondo). Bisogna vedere a che condizioni e per quanto tempo! In quanto teologo cattolico lei conosce la contrarietà della Chiesa al controllo delle nascite. Eppure ci sono due teologi cattolici che lei conosce e apprezza che considerano l'incremento demografico un seria minaccia per l'umanità: Hans Küng e Eugen Drewermann. Ai quali si può aggiungere il Dalai Lama che è favorevole anche lui alla pianificazione familiare. Anni fa Drewermann scrisse che il numero ottimale d'individui si situava intorno ai 1,5 miliardi. Si può discutere di questa cifra: altri sostengono che 2 miliardi ci possono stare, persino 3. Ma è impensabile che la Terra possa mantenere a lungo 6 e più miliardi di persone. E poi il problema non è solo di riempire gli stomaci. O è questo l'esito dell'evoluzione? Foraggiare miliardi di uomini da batteria, miliardi di uomini-formiche! Uno ha proprio voglia di esclamare: "Non di solo pane vive l'uomo". Abbiamo bisogno come l'aria per respirare anche di spazi, di distanza fra gli individui (vivere ammassati è un incubo e aumenta l'aggressività), di bellezza, diversità. Splendidi animali selvatici stanno scomparendo e tutti lo deplorano. Ma questa specie così balorda e trionfante - l'homo stupidus stupidus - invade ormai ogni nicchia, si espande, si espande. E distrugge ogni cosa. Finirà per distruggere anche se stessa. Perché non se ne può parlare? Solo i Cinesi, un popolo molto pragmatico, hanno affrontato apertamente la questione e sono riusciti a frenare la crescita. Con metodi per noi inaccettabili. Inoltre la politica del figlio unico ha creato nuovi e grossi problemi (il numero delle donne è in calo, molti uomini non troveranno una donna e non potranno formare una famiglia o avere relazioni sessuali). Un problema davvero grosso. Ma la scelta spesso è solo tra due mali, e ragionevolmente si sceglierà il minore. Il male maggiore sarebbe stata un'ulteriore e forte crescita. Senza la tanto - in Occidente - vituperata politica del figlio unico vivrebbero oggi almeno 500 milioni di Cinesi in più che costituirebbero un peso non solo per la Cina, ma per il mondo intero, specie in tempi di crescita economica. Allegati troverà due articoli del 1994. La Pontificia Accademia delle scienze pubblicò nel 1994 un documento in cui si raccomandava una famiglia con due bambini: un numero maggiore di bambini avrebbe posto l'umanità davanti a grossi e forse insolubili problemi. Un documento sorprendente. Forse una gaffe degli studiosi incaricati di studiare il problema demografico. E chissà che fine avranno fatto gli autori. Di quel documento non si è infatti più parlato. Sicuramente Wojtyla s'infuriò quando vide il documento. E il suo successore ne ricalca fedelmente le orme. La Chiesa non può ammettere la sessualità senza procreazione. Ogni rapporto sessuale deve essere sempre potenzialmente fecondo: gli anticoncezionali di qualsiasi tipo intralciano il piano di Dio (!!!) e costituiscono colpa grave. La Chiesa ammette notoriamente soli i metodi naturali - Ogino-Knaus, metodo Billing e altre idiozie del genere. Del resto anche l'applicazione di questi metodi "naturali" non può essere assoluta: se escludono sempre la procreazione sono anch'essi peccato - mortale ovviamente. Mi sono dilungato abbastanza. Forse troverà in questa letterina qualche utile idea. In caso contrario poco male - amici come prima. Continuerò a seguire le sue trasmissioni lo stesso. Le chiedo ugualmente se la crescita demografica potrebbe essere discussa nel quadro del programma domenicale. Personalmente penso di no: censura e autocensura non lo permetterebbero. La saluto cordialmente |