POLAZIONE E RISORSE: VERSO UN CONVEGNO di Luca Pardi Negli ultimi anni i convegni su energia e risorse si sono moltiplicati a dismisura, forse stimolati dall’evidente instabilità dei prezzi del petrolio e dell’energia e dal ritorno, sottotraccia, del dibattito sui Limiti dello Sviluppo, troppo rapidamente e superficialmente sepolto qualche decennio fa. Ciò che la quasi totalità di questi convegni non mette mai in evidenza, pur con qualche lodevole eccezione, è l’ovvia relazione fra consumi delle risorse e dimensione della popolazione umana. Anzi, diremmo che esiste un Tabu’ intorno al soggetto “popolazione”, che resta nascosto nelle pieghe dei discorsi sulla sostenibilità ambientale, oggi pure tanto di moda. Vorremmo affrontare questo silenzio, rilevando qui la relazione indissolubile che esiste tra risorse e popolazione: la seconda non puo’ fare a meno della prima, mentre le prime possono anzi prosperare senza la seconda. L’uomo , con l’uso della tecnologia e grazie alla scoperta del grande, ma non infinito, giacimento di energia solare fossilizzata, nel carbone, nel petrolio e nel gas, è riuscito a spostare in modo drammatico il limite che la natura impone ad ogni specie. Oggi, siamo all’immediata vigilia del momento critico in cui i combustibili fossili inizieranno la loro parabola discendente e questo momento storico si combina anche con il manifestarsi degli effetti ambientali negativi dell’uso degli stessi combustibili fossili negli ultimi due secoli e mezzo. Cioè il recente tanto pubblicizzato Rapporto sul Riscaldamento Globale, che, tra l’attribuzione di tale fenomeno alle attività umane, si scorda di menzionare il fattore numerico. Questo momento critico per la storia globale dell’uomo si verifica nel momento in cui l’uomo ha praticamente colonizzato ogni possibile nicchia ecologica del pianeta, e in cui la sua popolazione, dopo due secoli di crescita demografica impetuosa, ha raggiunto livelli preoccupanti da ogni possibile punto di vista, in particolare in relazione alle giuste aspirazioni dei popoli sottosviluppati a raggiungere gli standard di benessere occidentali. Il superamento dei limiti. Uno degli argomenti ricorrenti di coloro che non capiscono il concetto stesso di sovrappopolazione consiste nel chiedere una dimostrazione scientifica del fatto che la popolazione umana sarebbe oltre il livello di carico del pianeta. Le stime scientifiche correnti dimostrano un superamento di molti limiti, sia nel consumo delle risorse minerarie, sia nel consumo delle risorse rinnovabili, sia nella riduzione della capacità degli ecosistemi terrestri di assorbire e metabolizzare gli scarti delle attività umane. I limiti fisici delle risorse minerarie, energetiche e non, sono ormai chiari a tutti. Ma il consumo eccessivo delle risorse rinnovabili, legname, prodotti della pesca, terreni fertili, acqua è, al momento altrettanto preoccupante E’ sufficiente consultare uno dei rapporti del World Watch Institute per rendersi conto dei molti limiti toccati dal metabolismo socio-economico dei 6,5 miliardi di uomini che popolano il pianeta. Da una ricerca condotta congiuntamente nel 2005 dalla NASA e dal WWF, che misurava la quantità totale di materiali di origine vegetale di cui l’uomo di appropria a livello globale, risultava che l’uomo si appropria del 25% dei materiali che ogni anno le piante producono sulla terra. Una singola specie, il cui peso totale ammonta ad una percentuale inferiore all’1% della biomassa animale totale, si appropria di un quarto di quanto le piante producono. Una cavalletta con un appetito formidabile. Il miglioramento, rispetto alla fase della crescita industriale, di alcuni aspetti degli ecosistemi nei paesi sviluppati è spesso sbandierata come “la soluzione”, da parte dei cantori della crescita infinita. Tuttavia questa presunta soluzione presenta diversi problemi: 1) gran parte della cosiddetta dematerializzazione dell’economia è in realtà un’illusione determinata dallo spostamento della produzione altrove, la dematerializzazione stessa non ha ridotto ma aumentato i consumi delle risorse; 2) visti i limiti delle risorse non si vede come una popolazione di 10 miliardi di persone possa raggiungere standard di consumi anche solo paragonabili a quelli dei paesi industrializzati nei prossimi decenni. Risorse e popolazione. Rifondare la cultura del limite L’accettazione dei limiti naturali è stata nel passato della storia umana la regola piuttosto che l’eccezione. Oggi, proprio nel momento in cui questi limiti vengono oltrepassati globalmente, esistono ideologie che tendono a negare la realtà naturale, che la terra è finita e quindi la popolazione umana e i suoi consumi non possono continuare a crescere. I fattori demografici e la questione delle risorse devono essere apprezzati, valutati ed affrontati contemporaneamente. E’ abbastanza ovvio che, se non ci si augura una soluzione cruenta della sovrappopolazione, si deve ammettere tempi lunghi per il rientro del numero di umani entro limiti sostenibili. Ma non abbiamo piu’ il lusso di attendere. E’ altrettanto ovvio che tali limiti sono definiti dal modello di società a cui si tende. Tale fatto è efficacemente riassunto in una battuta: “o 20 miliardi di francescani o 200 milioni di americani”. In effetti la nostra specie ha una varietà di comportamenti individuali e sociali ed una elasticità tali da permettere scenari completamente diversi per il futuro. Ma certamente uno scenario irrealizzabile è quello che vede una popolazione di miliardi di persone che consumano materie prime e risorse naturali alla velocità con cui queste vengono consumate nei paesi sviluppati. L’inerzia della dinamica demografica ha indotto molti a concentrarsi sul come salvare le popolazioni da una penuria di risorse, come se l’unico problema sia di creare più risorse in modo da permettere a tutti di crescere al nostro livello. In effetti ogni volta che si presenta una soluzione tecnologica, per esempio per sfruttare una nuova fonte energetica, si deve sempre specificare che tale soluzione non è mai La Soluzione, poiché, “Nonostante i grandi sforzi per migliorare l’efficienza dell’uso delle risorse, il vantaggio di una riduzione dei consumi è completamente eliminata dall’ aumentata richiesta di risorse necessaria a soddisfare il conseguente aumento della popolazione”(4) E’ quindi urgente ristabilire esplicitamente il nesso fra eccesso di popolazione ed esaurimento delle risorse. E’ urgente ribattere ai fautori della crescita economica senza limiti come ai fautori della crescita demografica senza fine. Coloro che oggi propugnano la necessità urgente di un calo demografico, sono i veri filantropi, i veri umanisti. Solo chi odia il genere umano, e pensa che il modo migliore di esercitare il dominio sia tenere le grandi masse nella miseria e nell’ignoranza, può augurarsi che la popolazione continui a crescere. Oggi si deve ripetere in ogni possibile sede che la riduzione delle nascite, lungi dall’essere un vizio di società vecchie e in declino, è una virtù. Per tutto questo un convegno non può essere risolutivo, ma è comunque un punto di partenza necessario per svegliare le coscienze. |