L'UOMO A UNA DIMENSIONE
                                                      

   di Herbert Marcuse                                                                                   cap. 9 - estratto
                                                                         


"Un nuovo tenore di vita, adattato alla pacificazione dell’esistenza, presuppone inoltre per il futuro una riduzione della popolazione. E’ comprensibile, persino ragionevole, che la civiltà industriale consideri legittima la strage di milioni di persone in guerra, ed i sacrifici quotidiani di tutti coloro che non hanno cure e protezione sufficienti, ma scopra i propri scrupoli morali e religiosi se si tratta di evitare la produzione eccessiva di vita in una società che è ancora rivolta alla annichilazione pianificata della vita nell’Interesse Nazionale, e alla mortificazione non pianificata della vita da parte degli interessi privati. Questi scrupoli morali sono comprensibili e ragionevoli perché una società simile ha bisogno di un numero sempre crescente di clienti e sostenitori; l’eccesso di capacità produttiva che costantemente si rinnova deve pur essere collocato in qualche modo.
Ma le esigenze della produzione di massa, con i profitti che reca, non sono necessariamente identiche a quelle dell’umanità. Il problema non è solo (e forse neppure principalmente) quello di sfamare e assistere adeguatamente una popolazione crescente - è in primo luogo un problema di numero, di pura quantità. C’è qualcosa più di una licenza poetica nell’accusa che Stefan George ha pronunciato mezzo secolo fa: “Il vostro numero è già un crimine!”.
Il crimine è quello di una società in cui la popolazione che cresce peggiora la lotta per l’esistenza dinanzi alla possibilità di alleviarla. La brama di una maggiore “spazio vitale” non si manifesta soltanto nell’aggressività internazionale, ma anche entro la nazione. Qui l’espansione ha invaso, nelle innumerevoli forme del lavoro di squadra, della vita di comunità e del divertimento, lo spazio interiore della sfera privata ed ha praticamente eliminato la possibilità di quell’isolamento in cui l’individuo, lasciato solo a se stesso, può pensare e domandare e trovare. Questo aspetto della sfera privata - la sola condizione che, quando i bisogni vitali siano soddisfatti, può dare significato alla libertà e all’indipendenza di pensiero - è diventata da lungo tempo la più dispendiosa delle merci, che può permettersi solo l’individuo ricchissimo (il quale non l’usa)… "

Documentazione
GEOPOP
popolazione e ambiente in equilibrio