ALLE ORIGINI DEL "POZZO DI SAN PATRIZIO" di O.C. Il Manifesto Tutte le «ragioni» della fortuna economica d'Irlanda, dal viaggio del papa nel 1979 al pompaggio di denaro pubblico dalle casse europee, dalla tendenza all'affermazione come il complesso musicale degli U2, fino alle forme di «autocontrollo» demografico nonostante le crociate della chiesa Ma quali fattori hanno prodotto l'impennata economica dell'Irlanda? C'è chi sostiene che sia stata la proverbiale Irish luck, la fortuna irlandese. Per altri invece il boom economico è stato il regalo portato dalla visita di papa Giovanni Paolo II. Ma questa non è una tesi molto accreditata: era il 1979 e la tigre ha cominciato a ruggire un bel po' di anni dopo e un bel po' di emigrati in più. Gli invidiosi della Celtic Tiger dicono che il merito va piuttosto ricercato nella Comunità europea e nel suo instancabile pompare denaro nelle vuote casse (o era un pozzo di San Patrizio?) dell'isola di Smeraldo. Gli irlandesi, maestri dello story telling, non si sottraggono quando c'è da raccontare una storia. E anche sulla nascita del tigrotto celtico fioriscono leggende. Una dice che, forti dell'iniezione di fiducia data loro dal successo planetario di Bono e dei suoi U2, gli irlandesi si sono rimboccati le maniche per ripetere anche a livello economico i successi della band più famosa dell'isola. Gli economisti più pragmatici sostengono invece che sono molti i fattori che concorrono al successo economico della repubblica irlandese. I soliti sospetti ci sono tutti: i soldi generosamente versati dall'Europa, tasse quasi inesistenti per le corporation, la capacità di persuasione dell'Irish Development Authoriti che ha saputo convincere le multinazionali ad investire in Irlanda (non per la bellezza del paesaggio, s'intende, ma per i favori fiscali). Sulla capacità dell'isola di sfornare lavoratori molto qualificati qualcuno ha qualcosa da ridire visto che, specie le multinazionali, usavano portarsi i lavoratori dai loro paesi di origine. Eppure, nessuno degli usual suspects offre una spiegazione davvero convincente del 'miracolo' della tigre celtica. Alla fine sembrerebbe proprio che la fortuna abbia giocato un ruolo importante nel dare quel twist in più, quel colpetto di cui l'economia irlandese aveva bisogno per decollare. Qualcuno sostiene anche che oltre alla fortuna stavolta lo zampino ce l'ha messo anche il contraccettivo. Nel senso che, diventata finalmente legale la vendita dei contraccettivi nel 1979, le fino ad allora numerosissime famiglie irlandesi hanno cominciato a ridursi. Con buona pace della chiesa cattolica e delle sue crociate. E il fattore demografico, dicono alcuni economisti, aiuta. Perché se nel 1985 un lavoratore aveva a carico 2,3 persone (contro una media europea di 1,5) alla fine degli anni Ottanta, inizi anni '90 le cose hanno cominciato a cambiare rapidamente e nel 2000 un lavoratore irlandese era perfettamente allineato ad un suo compagno europeo quanto a persone a carico. Questo terremoto demografico ha contribuito anche ad un aumento della crescita economica pro capite annua. Insomma se fino all'inizio degli anni Ottanta i figli (davvero tanti) di una coppia irlandese erano quasi condannati ad un destino di emigranti per trovare lavoro, una decade più tardi il trend era inverso. Svariate centinaia di migliaia di figli di emigrati irlandesi sono tornati (o in molti casi, com'è accaduto, si sono recati per la prima volta) nella terra dei padri per andare a lavorare. |