UNA TENDENZA CHE PREOCCUPA di Fulco Pratesi (presidente del Wwf Italia) Nella grande conferenza sul clima di Copenaghen a dicembre di parlerà di nuove regole per abbattere le emissioni di carbonio che provocano l’effetto serra, superando i labili limiti del protocollo di Kyoto. Invece poco o nulla si fa per ridurre due altre importantissime cause di degrado climatico. La prima (e il Wwf lo denuncia da quarant’anni) è l’aumento incontrollato della popolazione che dal miliardo e mezzo di cento anni fa, ha superato i 6 miliardi e non accenna a rallentare. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, con devastazione di ambienti naturali (causati anche dagli eccessivi consumi dei Paesi ricchi), deforestazioni e incendi, sovrapascolo, dissodamenti e una conseguente inarrestabile perdita di biodiversità, oggetto di una convenzione della stessa importanza di quella sul clima di cui si discuterà in Danimarca. Nel 2010, anno dedicato alla biodiversità, si dovrà quindi affrontare il problema della pianificazione familiare in quei paesi del terzo mondo ove essa è ancora carente. Da un’analisi pubblicata dall’Oms emerge che, su 40 programmi nazionali, in 37 l’aumento della popolazione complicherà il sostentamento, ma solo 6 hanno piani per aumentare l’accesso alla pianificazione familiare e alla contraccezione. Infine, da uno studio per l’Optimum population trust di Thomas Wire della London school of economics, si calcola che per ogni 7 dollari spesi in pianificazione familiare nel mondo, ci sarebbe una riduzione di una tonnellata delle emissioni di CO² tra il 2010 e il 2050. La seconda altra causa di riscaldamento climatico è l’aumento, anch’esso inarrestabile, del consumo di carne, responsabile di emissioni gassose, distruzione di ecosistemi per ricavarne pascoli e colture per i mangimi, con un impatto globale che supera, secondo la Fao, quello di tutto i sistema dei trasporti, auto, aerei, navi. Un solo dato: nel 1965 i cinesi mangiavano 9,1 kg di carne a testa, nel 2006 sono arrivati a mangiarne 55,5. Nulla a paragone dei 124 kg degli americani o ai 91 degli italiani, ma è la tendenza che preoccupa. |
