CAIRO, CONTRACCETTIVI E CONSERVAZIONE Il dodo, un uccello incapace di volare scoperto nell’isola Mauritius nel 1600, si estinse meno di 80 anni dopo il suo primo contatto con l’uomo. La ben nota storia del dodo è solo un esempio di specie animali che sono ora estinte a causa dell’attività umana. Le pressioni a cui la popolazione umana sottopose il dodo risultarono irreversibili. Il suo numero fu decimato a causa della perdita del suo habitat e dell’introduzione di specie aliene, come gatti, topi e maiali. I bisogni delle persone e i bisogni del dodo non trovarono un equilibrio. Questa storia contiene una morale che è ancora largamente ignorata. Nei tardi anni 80, Norman Myers sviluppò un sistema per studiare le aree naturali nel mondo allo scopo di concentrare gli sforzi per la conservazione. Conservation International ha poi approfondito questo sistema individuando 25 punti critici (“hotspots”) per la biodiversità. I punti critici sono le aree del mondo maggiormente ricche di specie non-umane, ma più minacciate dall’attività umana. Benché tali zone comprendano solo il 3% della superficie della Terra, esse ospitano il 44% della varietà delle piante e il 75% di tutti gli animali terrestri che la IUCN World Conservation Union classifica come in pericolo. Un miliardo di persone abita questi punti critici e la popolazione in queste aree cresce alla percentuale annua dell’1,8%. E’ un tasso di crescita superiore a quello della popolazione mondiale, che aumenta dell’1,3% all’anno, e persino maggiore di quello dei Paesi in via di sviluppo, che crescono in media dell’1,6%. Le organizzazioni per la tutela ambientale sono consapevoli da molto della necessità di proteggere le specie animali e vegetali nei punti critici del mondo. Per la costante pressione della crescita demografica in queste regioni, tuttavia, molti gruppi hanno di scoperto di doversi impegnare nei servizi per la salute riproduttiva e per ridurre i tassi di fertilità, allo scopo di invertire la tendenza verso il degrado ambientale. Queste organizzazioni hanno rivelato l’intrinseco legame tra popolazione a ambiente, e hanno sviluppato programmi per risolvere tale rapporto. Costituendo un terzo della terra del Guatemala, la regione di Petén è situata nella parte nord-orientale del Paese, stretta tra il Messico e il Belize. Prima del 1960, l’area era coperta di foreste tropicali e zone umide e si stimava che solo 15.000 persone abitassero questa giungla remota e lussureggiante. Poi nel 1960, il governo rese accessibile l’area ed incoraggiò i cittadini a colonizzarne i dintorni. Le strade per il legname e gli interessi petroliferi resero la migrazione più facile e presto un flusso di senza-terra si riversò nella regione in cerca di una vita migliore. Nel 1990 la popolazione era stimata in 500.000 individui e metà della foresta era andata distrutta. Nello sforzo di combattere la massiccia deforestazione che si stava verificando, il governo del Guatemala istituì nel 1991 una riserva di 1,6 milioni di ettari. Grande il doppio del Parco nazionale di Yellowstone, la Riserva Maya della Biosfera è la dimora di pappagalli, tucani, scimmie urlatrici e giaguari. All’inizio la Riserva aveva già 50.000 abitanti, e nel 1998 la pressione demografica gravava sul parco con 87.000 persone che vivevano dentro nella riserva. “ProPetén”, una organizzazione non-governativa locale, fu fondata nel 1997. La sua missione originaria era di limitare gli sconfinamenti degli insediamenti nella riserva ed aiutare a trovare alternative economiche alla pratica nociva dell’agricoltura “taglia e brucia”. Il gruppo ambientalista imparò molto presto che le tecniche tradizionali, come porre delle recinzioni per tenere fuori gli insediamenti, non funzionavano in quest’area. Il tasso di fertilità variava tra il 6,8 e il 9,0 % nella maggior parte dei siti agricoli della riserva. Il tasso di malattie sessualmente trasmesse era il più alto del Paese e la percentuale di mortalità infantile e materna era elevata. Ovviamente, le donne di Petén soffrivano di patologie legate alla gravidanza ed era sentita la necessità di servizi per la salute riproduttiva, ma non vi era nessuno nell’area a fornirli. ProPetèn comprese che allo scopo di preservare ciò che restava di foresta nella Riserva, occorreva prendersi cura della salute delle persone che vi abitano dentro o nei paraggi. La pressione demografica sul parco non sarebbe diminuita senza tassi di fertilità più bassi. Così ProPetén, un’organizzazione per la conservazione della natura, fu coinvolta a lavorare sui problemi di salute e popolazione, perché voleva assicurare la sostenibilità ambientale, ma anche perché nessun altro lo avrebbe fatto al suo posto. ProPetèn non rappresenta il primo caso in cui sono state riconosciute le relazioni tra la sostenibilità ambientale e la pressione demografica. Nel 1994 tale risultato fu raggiunto da 179 nazioni alla Conferenza Internazione su Popolazione e Sviluppo (ICPD) del Cairo, in Egitto. Queste nazioni elaborarono e approvarono il Programma di Azione del Cairo, che attingeva alle precedenti conferenze mondiali, e tuttavia denotava un cambiamento nell’interesse a proposito di popolazione e sviluppo. Per la prima volta un accordo internazionale sottolineava i mutui rapporti tra questi due termini. In particolare il capitolo 3 del Programma di Azione recita: “Soddisfare i bisogni primari di una popolazione in crescita dipende da un ambiente sano. A tali bisogni occorre indirizzarsi quando si attuano politiche globali per uno sviluppo sostenibile”. Da quando è intervenuto a offrire dei servizi decisivi per la gente della Riserva Maya della Biosfera, ProPetén ha avuto un grande successo. Nel 1997 ProPetén organizzò “Remedios”, un programma studiato per offrire servizi per la salute riproduttiva alla regione. ProPetèn si associò con il Ministero della Salute del governo del Guatemala per formare i lavoratori sanitari del governo sul tema della salute riproduttiva, e per consentire loro di fornire tali servizi nella regione. ProPetèn inoltre ha contribuito ad avviare Tan Uxil, un programma di educazione sessuale per gli adolescenti, e ha creato la Commissione per la Salute riproduttiva, composta da organizzazioni governative e non-governative impegnata sui fronti del tasso di cancro cervicale nell’area, della violenza domestica, dell’accesso alla contraccezione di emergenza per le vittime di stupri, e dell’educazione alla pianificazione familiare. Nel 1999 è stata aperta una clinica sanitaria localizzata centralmente, gestita da un’organizzazione socia, che serve la popolazione di Petén. Nel corso di quattro anni, il tasso di fertilità è sceso dal 6,8 al 5,8% e la diffusione della contraccezione moderna è salita dal 19,8 al 28,2%. Oltre a questi successi, ProPetèn si è ampliato fino a includere nei suoi programmi l’educazione ambientale, la ricerca sulla biodiversità, l’igiene ambientale, e il recupero e la conservazione delle piante medicinali. ProPetèn mette a disposizione inoltre la “biosfera mobile” - un veicolo 4x4 che viaggi attraverso i villaggi e le città fornendo alle persone informazioni sull’agricoltura organica, l’uso di pesticidi e fertilizzanti naturali, il recupero delle specie agricole autoctone, i rimedi delle piante medicinali, la nutrizione, l’ottimizzazione nella trasformazione del cibo, la salute riproduttiva e la pianificazione familiare, la prevenzione e il controllo degli incendi, e la storia generale del Guatemala. La biosfera mobile serve 17 villaggi nella Riserva e ha raggiunto oltre 6000 persone all’anno da quando ha iniziato il suo viaggio nel 2000. La vita è diventata un po’ più facile in alcuni angoli di Petén. “Le coppie ora possono decidere il numero dei figli e quando averli. Una guaritrice tradizionale espone un diploma sul muro, con rinnovata fede nel suo lavoro perché ha incontrato altre persone come lei e non si sente più ostracizzata come ´strega´. Un contadino è soddisfatto di come la sua coltura di pomodori si sta sviluppando grazie un pesticida organico fatto di pepe, aglio e alcune particolari foglie della foresta, e pensa a come spendere i 30$ che altrimenti avrebbe dovuto pagare per un pesticida chimico. Sua moglie e il loro bambino appena nato sono più sani, perché lei non deve più lavare i vestiti impregnati di pesticidi”. Lo spirito del Cairo è vivo e fa seri progressi nel mondo - la lezione del dodo si diffonde. K. Rand |