LA CRISI IMMINENTE: POSSIAMO AGIRE IN TEMPO ? Estratto dal discorso principale Dell’ex-presidente William Jefferson Clinton Cambridge, 4 maggio 2007 Ritengo sia altamente probabile che, prima di vedere le peggiori conseguenze del cambiamento climatico, raccoglieremo i frutti dell’impatto congiunto dato dall’esaurimento delle risorse ed dall’esplosione demografica. E’ previsto che la popolazione mondiale crescerà da 6 e mezzo a 9 miliardi nei prossimi 43 anni, entro il 2050, e la crescita demografica avverrà quasi tutta nei paesi meno idonei a fronteggiarla. Nel frattempo, se osserviamo cosa avviene nel mondo, abbiamo una perdita consistente di strato superficiale del suolo, una perdita consistente di copertura forestale, e la più grande scomparsa di specie vegetali e animali certamente nella storia umana (negli ultimi 150 mila anni), e molti pensano dell’ultimo mezzo milione di anni. E’ una miscela esplosiva. Crea la prospettiva di avere in tutto il mondo posti che assomiglierebbero alla versione moderna del vecchio film Mad Max con M. Gibson e T. Turner. […] C’è un piccolo ma crescente numero di esperti petroliferi, i quali credono che ci rimane petrolio disponibile solo per 35-50 anni. Gli ottimisti dicono che ci rimangono 150 anni, ma molti altri ottimisti dicono 100 anni. Ora, lasciate che vi ricordi, la più antica città che conosciamo sulla Terra, datata con il radiocarbonio, è Gerico in Terrasanta. Risale a 10 mila anni fa: sicché abbiamo a disposizione l’1% della nostra civiltà per scoprire come cavarcela senza petrolio. Ma, su questo, non c’è quasi dibattito in ambito pubblico oggigiorno. L’argomento non è, per quanto ne sappia, parte del dibattito della campagna elettorale in nessun campo. I democratici vogliono conservare la Riserva nazionale dell’Artico in Alaska, mentre i repubblicani la vogliono trivellare, e si discute di ciò che dovremmo fare con l’energia nucleare. Nessuno considera veramente ciò che bisognerebbe fare per dirigere sforzi, tempo e denaro verso il sole, il vento e le altre tecnologie pulite, e verso la massima efficienza. Perciò noi tentiamo di sviluppare questo dibattito. Nessuno in realtà parla del problema dell’esaurimento delle risorse; e se lo si mette in relazione alla popolazione… Prendiamo ad esempio l’agricoltura, un argomento di cui so qualcosa. Nell’ultimo decennio, gli Stati Uniti, il Canada, i “granai” d’Europa, i maggiori produttori di riso in Asia, tutti hanno mantenuto le proprie posizioni in termini di produzione. Gli unici luoghi sulla Terra dove la produzione di grano è aumentata in modo significativo sono il Brasile e l’Argentina, che hanno 22 piedi (= 6,7 metri) di suolo superficiale. Hanno ancora il miglior suolo del pianeta; da nessun altra parte c’è stato un incremento sostanziale nella produzione di grano. […] Non c’è modo di produrre cibo supplementare sufficiente per nutrire due miliardi e mezzo di persone. Non abbiamo alternative se non cominciare a pensare come ottenerlo. Come verranno nutrite queste persone? A meno che non vogliate vedere la mortalità infantile di nuovo in crescita, e i bambini morire prima di aver compiuto un anno. Per non parlare dell’aids, della tubercolosi, della malaria e delle infezioni causate dall’acqua sporca. Dico solo ciò che ci aspetta. So che non c’è un grande interesse politico per queste cose, ma possiamo scongiurarle con non molto denaro, se si mettono al centro del dibattito pubblico e la gente capisce chiaramente ciò che sta avvenendo. Penso che sia molto importante. |