PRESA IN TRAPPOLA: LA FAUNA AFFRONTA LA SFIDA DEMOGRAFICA In una buia e fitta foresta lungo la costa dell’America meridionale, un uomo si nasconde dietro un grosso albero, e osserva in attesa. Ha seguito le tracce di un giaguaro per due settimane, smaniando che arrivasse il momento giusto. Grazie al bel manto ricercato del giaguaro, l’uomo può ricavare oltre 10 mila dollari con una sola preda. Benché sia illegale cacciare il giaguaro, che si trova nella lista delle specie in pericolo, la mancanza di applicazione della legge lascia libero il campo al bracconiere. Purtroppo, il momento finale del giaguaro è arrivato. Il bracconiere vede l’animale, elusivo, e preme il grilletto. Il predatore, 200 libbre di peso, vitale per il fragile ecosistema e per la sopravvivenza delle altre specie in questa regione, cade. [...] Il giaguaro - pantera onca - è sull’orlo dell’estinzione. Centinaia di altri animali in tutto il mondo, in paesi come India, Cina - e Stati Uniti - vengono cacciati per profitto, in un crescente commercio illegale di specie a rischio, che li sfrutta per ottenere farmaci tradizionali, cibo, oggetti ornamentali, pellicce e pelli esotiche. Secondo il World Wildlife Fund, molte specie, dai pesci ai mammiferi, sono diminuite numericamente di circa un terzo dal 1970 al 2003 - principalmente a causa della pressione esercitata dagli umani. Nei secoli scorsi e specialmente a partire dall’industrializzazione, le specie sono scomparse a un ritmo senza precedenti nella storia. Sebbene molti fattori contribuiscano a questo fenomeno, la sovrappopolazione umana è il fattore principale che sta dietro l’estinzione. “Più gente abbiamo, maggiori sono le richieste di cibo e abitat che subisce la natura” dice Stephen Sautner della Wildlife Conservation Society (WCS). “In definitiva è tutto determinato dalla quantità di popolazione. Più gente abbiamo, meno spazio c’è e più bocche abbiamo da sfamare”. Soltanto negli Stati Uniti, oltre 2500 specie sono incluse nell’elenco delle specie minacciate o in pericolo. E se la popolazione umana continuerà a crescere negli Usa, raggiungendo i 420 milioni nel 2050 (come stimato dal Census Bureau), molte altre specie si aggiungeranno alla lista. Ancora peggio, molte specie già nella lista si estingueranno. Anche in altre parti del mondo decenni di caccia indiscriminata hanno fatto sentire il proprio peso sulle specie animali. Questi sono solo alcuni esempi di aree che risentono del bracconaggio e della pressione demografica umana: India e Cina: I due giganti demografici, che comprendono quasi il 37% della popolazione mondiale, stanno portando all’estinzione uno dei propri giganti, la tigre. Poiché i due paesi hanno fatto poco per impedire il rapido declino di questo animale in natura, il commercio di tigri catturate illegalmente continua a fiorire impunemente. Gli ambientalisti stimano che l’attuale popolazione di tigri potrebbe contare da 2000 esemplari a solo qualche centinaio; se non si farà abbastanza per frenare il bracconaggio, in pochi anni l’India non ne avrà più nessuna. L’antilope indiana dalle quattro corna, cacciata principalmente per la pelle, la carne e le corna, è finita anch’essa nella lista degli animali a rischio. Il costante bracconaggio, alimentato dalla domanda di scialli in Europa e in nord-America, ha provocato il crollo della popolazione da un milione nel 1900 a solo 150 mila. Un esperto ha recentemente annunciato che se la caccia continua al ritmo attuale, l’antilope si estinguerà entro 4 anni. Africa: in questo popoloso continente la caccia abusiva di corna di rinoceronte rimane la minaccia principale per il rinoceronte nero dell’Africa occidentale e per quello bianco del nord. Una recente indagine della World Conservation Union ha trovato un solo rinoceronte bianco in libertà e nessuna traccia della presenza del rinoceronte nero - che è stato provvisoriamente dichiarato estinto. Nell’estremità meridionale dell’Africa, i cacciatori di aliotidi fanno affari da milioni di dollari all’anno, minacciando di annientare la specie. Mentre sale il tasso di disoccupazione in Sudafrica, cresce numericamente la popolazione; essendo inoltre aumentata la richiesta di questa prelibatezza da parte dell’estremo Oriente, i bracconieri accettano la scommessa che può far guadagnare loro qualcosa come 57$ a libbra. Filippine: La densità demografica del paese e la povertà diffusa (il 40% della popolazione vive in povertà) hanno spinto i nativi a partecipare al commercio illegale di tartarughe di mare. La sopravvivenza di questi animali - che vengono cacciati per le uova e per fare la zuppa di tartaruga - è minacciata. Attualmente, circa il 70% delle uova di tartaruga vengono raccolte e vendute sul mercato. Perché è grave l’estinzione di una specie? Ebbene, l’estinzione di una specie può portare al collasso di un intero ecosistema. Sappiamo che ciò è vero per la tigre: uccidete le sue prede e le tigri scompariranno. Anche eliminare un grande predatore ha effetti irreversibili su un ecosistema fragile e interconnesso. Prendiamo, per esempio, la caccia sfrenata delle lontre in Alaska nel 18° e 19° secolo, che quasi annientò questo animale che si nutre di invertebrati marini, come ricci di mare, molluschi, lumache e granchi. Senza le lontre, le specie prede presero il sopravvento, distruggendo di fatto le foreste di alghe e cancellando nicchie ecologiche innumerevoli. Poiché le specie più grandi, che si riproducono più lentamente, sono in genere le prime a trovarsi in questa situazione, gli esperti prevedono che l’estinzione delle specie più grandi annuncerà l’estinzione di quelle più piccole. Ma benché sia troppo tardi per le specie già quasi-estinte, siamo ancora in tempo per salvare le molte altre specie ancora esistenti. Il primo passo per sviluppare soluzioni di lungo periodo al problema del bracconaggio è raggiungere una comprensione globale della questione che includa il fattore principale: la crescita della popolazione umana. “Ogni forma di caccia, sia legale che illegale, è direttamente correlata alla densità demografica” dice Elisabeth Bennett. La dott.ssa Bennett, direttore del Hunting and Wildlife Trade Program del WCS, sa bene quanto gli uomini possano essere distruttivi per gli animali. E’ un’esperta di scimmie del Borneo, compreso il langur a strisce rosse (presbytis melalophos cruciger), di cui rimangono solo 200 esemplari, e la scimmia con la proboscide (nasalis larvatus), con una popolazione di circa 8000 individui. Entrambi i tipi di scimmie sono in pericolo a causa del disboscamento intenso e della caccia - effetto dell’insostenibile crescita demografica umana. Bennett ha scritto ampiamente sulla conservazione della natura e sui pericoli dell’interazione uomo-animale, in particolare quando le popolazioni rurali dipendono dalla fauna per la propria sussistenza, il che dà come risultato l’estinzione degli animali. [...] “La formula esatta di cosa bisogna fare varia molto secondo le aree geografiche; dipende da chi pratica la caccia, come e perché. In tutti i casi, la risposta è una combinazione di educazione e repressione, ed entrambi sono essenziali” dice Bennett. “Se sono i poveri a praticare il bracconaggio, persone emarginate che non hanno altre fonti di cibo o denaro, allora un elemento supplementare di ogni progetto deve essere prevedere alternative per soddisfare i loro bisogni primari. Sappiamo dalla casistica che le alternative da sole non prevengono il bracconaggio, ma devono svilupparsi in concomitanza con programmi educativi e repressivi”. K. Schlyer |