UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) Tutti sanno che cosa sono la Fao, l’Unicef ecc., ma ben pochi conoscono un’istituzione dell’Onu denominata Unfpa. L’acronimo sta per Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione: creata nel 1969, è l’agenzia internazionale che più direttamente è dedicata alle tematiche inerenti a popolazione e sviluppo. L’ambito di cui si occupa in concreto è la “salute riproduttiva” (reproductive health) degli individui, che viene assicurata offrendo servizi medici e informazioni in questo campo. In pratica fornisce, alle popolazioni dei Paesi che ne hanno bisogno, servizi di consulenza psicologica e sanitaria, e i dispositivi medici correlati, come contraccettivi, test di gravidanza, strumenti per le cure ostetriche… Con i propri interventi, l’Unfpa si propone di venire incontro ad alcune esigenze importanti. Anzitutto quella della pianificazione familiare, ossia la possibilità per le persone di decidere quanti figli avere e quando averli. Diritti per noi scontati, ma si calcola che a 350 milioni di coppie in tutto il mondo mancano i mezzi per poter decidere. Anche nei Paesi poveri il tasso di fertilità è in calo: le donne vorrebbero avere 3, 4, 5 figli, meno che in passato: eppure, senza l’accesso alle informazioni e ai metodi contraccettivi, maternità e paternità consapevoli non possono trovare spazio. E’ importante sottolineare che l’aborto non viene considerato un mezzo di pianificazione familiare, e quindi non è compreso nei servizi forniti (benché nella definizione di aborto non venga ricompresa la “contraccezione d’emergenza”). Si è detto delle cure ostetriche e prenatali per le madri. Si tratta di servizi essenziali, se pensiamo che, nei Paesi in via di sviluppo, ogni minuto una donna muore in seguito a complicazioni dovute alla gravidanza o al parto; in un anno sono 529.000. E per ciascuna donna che muore, circa altre 20 subiscono lesioni permanenti o restano disabilitate a cause di malattie come la fistola. Ma la salute riproduttiva non riguarda solo le coppie adulte. L’Unfpa fornisce consulenza e servizi anche agli adolescenti e ai giovani, nei Paesi poveri, al fine di evitare gravidanze indesiderate o la trasmissione di malattie infettive, in primo luogo l’Aids. Promuovere comportamenti sessuali sicuri è fondamentale per contenere questa emergenza: ogni giorno i nuovo contagiati di Aids sono 14.000; nel 2004 circa 3 milioni di persone sono morte a causa di questa malattia. Un’ulteriore finalità che, implicitamente, questa istituzione con la sua azione promuove è l’uguaglianza di genere. Ciò significa dare più potere alle donne, soprattutto in quei Paesi dove esse sono maggiormente discriminate rispetto agli uomini. Migliorare la condizione femminile è sia un fine in sé stesso, sia un beneficio che si ripercuote sulle famiglie e sulle comunità, visto l’importante contributo economico e sociale fornito dalle donne. Infine favorire la salute riproduttiva delle persone contribuisce a stabilizzare la popolazione di un territorio: le libere scelte riproduttive di milioni di individui, nel tempo, alterano le tendenze demografiche complessive. L’Unfpa ha ben chiaro il nesso tra popolazione e sviluppo. La maggior crescita demografica si sta verificando proprio in quei Paesi, i più poveri, che sono meno attrezzati per venirvi incontro: una crescita incontrollata minaccia sia la crescita economica, sia la qualità della vita per tutti, sia l’ambiente. In tali Stati, il tasso di fertilità è vero che è in costante calo, ma resta in sé alto, anche a causa della mancanza di servizi sociali. Senza un intervento sarà sempre più difficile per i governi nazionali trovare un equilibrio tra popolazione e risorse disponibili (cibo e acqua soprattutto). Che il problema demografico sia strettamente correlato a quello economico è ulteriormente dimostrato dal fatto che L’Unfpa basa il suo lavoro sul programma di azione adottato in occasione della Conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo, tenutasi nel 1994. In questa sede per la prima volta ufficialmente si definisce la salute, e quella riproduttiva in particolare, come requisito per lo sviluppo. Tale programma comprendeva degli obbiettivi, che poi nel 2000 furono poi riformulati e denominati Obbiettivi di Sviluppo del Millennio (Millenniujm Development Goals). All’inizio del nuovo secolo, infatti, 147 capi di stato e di governo si impegnarono a fare dello sviluppo per tutti una priorità, dandosi 15 anni di tempo per raggiungere 8 traguardi precisi. Molti hanno avuto modo di conoscere questi fatti per alcune campagne che si sono svolte recentemente. E’ utile tuttavia riportare esattamente quali sono questi 8 obbiettivi da raggiungere entro il 2015: 1) sradicare la povertà, in particolare dimezzare la popolazione mondiale che vive con meno di un dollaro al giorno e che soffre la fame, 2) garantire l’educazione primaria universale, 3) promuovere uguaglianza di genere, in particolare nell’educazione, 4) ridurre la mortalità infantile, almeno nella misura di due terzi, 5) ridurre la mortalità materna, almeno nella misura di tre quarti, 6) arrestare la diffusione dell’aids e della malaria, 7) assicurare la sostenibilità ambientale, 8) sviluppare una cooperazione globale per lo sviluppo. Consultando la documentazione presente sul sito internet dell’Unfpa, si vede come essa interpreta la propria azione alla luce di queste finalità, e quali sono i rapporti tra questi e la salute riproduttiva. In alcuni casi vi è coincidenza di scopi: proteggere la salute delle donne in gravidanza (5) e impedire la diffusione dell’aids (6) sono meta esplicite di questa istituzione. I servizi e le cure per le madri si riflettono poi sui figli: una minore mortalità infantile (4) è il riflesso sia dell’evitare gravidanze non volute, sia del ricevere cure ginecologiche appropriate nelle gravidanza volontarie. La lotta alla povertà (1) è più facile quando le famiglie sono meno numerose, le quale consentono di investire di più nel nutrimento e nella salute di ogni figlio; inoltre, si è già detto come un tasso demografico più basso sia favorevole allo sviluppo economico. Lo stesso discorso vale per l’educazione (2), su cui ci sono più possibilità di investire quando i figli sono meno. Importante poi il nesso con l’uguaglianza di genere (3): la facoltà di decidere autonomamente se avere figli è, in sé stesso, un aspetto critico del potere della donna. Inoltre una donna con meno gravidanze e figli, ha maggiori opportunità per dedicarsi alla propria educazione, al lavoro ecc. Infine appare cruciale la relazione con l’ambiente (7): quando la popolazione di un territorio è stabile, è indubbio che l’ambiente si conserva meglio. Viceversa, in situazione di rapida crescita demografica, le risorse esistenti non bastano più: i contadini utilizzano la deforestazione per ottenere nuove terre coltivabili, migrano in massa nelle città per sfuggire alla fame… in poche parole le risorse naturali vengono consumate maggiormente e l’inquinamento (compresi i gas serra) cresce. In conclusione, ricordo che l’Unfpa si finanzia con le donazioni di molti Stati, ma anche i privati danno un apporto. Per chi ha a cuore questo tipo di problematiche, sarebbe giusto che contribuisse in qualche modo, affinché le proprie convinzioni e preoccupazioni non rimangano sterili: anche una piccola donazione può contribuire a salvare la vita delle donne, a impedire la diffusione dell’aids e più in generale a modificare in positivo le tendenze demografiche. |